THE STROKES - The New Abnormal (2020, RCA)
The New Abnormal non è un disco memorabile e che difficilmente supererà la prova del tempo. Questo è quello che penso in sostanza e lo metto nero su bianco. Se non fosse stato pubblicato dagli Strokes non avrebbe goduto di tutta questa visibilità ed hype. La mia impressione è la seguente. La prova è lievemente insufficiente nel suo complesso, per una serie di ragioni. Innanzitutto la durata dei singoli pezzi è eccessiva rispetto al contenuto ed alla costruzione dei brani. Ho notato una forte ripetitività nelle strutture e nei suoni che palesano una difficoltà a crescere e svilupparsi in brani di cinque minuti che avrebbero potuto accorciare a tre. Le chitarre, le parti cantate e le melodie soffrono di soluzioni ciclostilate, a volte dando l'idea di voler ossessivamente riproporre una melodia ed un suono in maniera forzata e dando l'idea che fossero a corto di idee. Un altro aspetto negativo riguarda la mancanza di ispirazione perché questo disco ricorda la loro precedente produzione, compresi i The Voidz. In un certo senso è come se avessero cercato di attingere dall'intero spettro discografico dei TS (alcuni passaggi delle chitarre ricordano gli intrecci e le ripetizioni dei primi dischi garage, ma c'è una fortissima componente di synthpop e neo psych presa dagli ultimi due lavori), aggiungendo alcuni particolari e richiamando il side project di Julian Casablancas ma privo di quella dose di "sana pazzia" ed imprevedibilità che invece era uno dei punti di forza di Virtue del 2018. Disco troppo lungo, con idee ripetute e senza grandi singoli o pezzi memorabili. Forse gli unici che restano impressi dopo qualche ascolto sono "bad decisions" e "the adults are talking". Per il resto un disco stratificato, ma senza un ordine mentale o delle indicazioni che facciano chiarezza sul messaggio o su cosa vogliano aggiungere gli Strokes alla loro discografia.
Continuo a pensare che questo gruppo, dopo gli ottimi esordi, si sia perso irrimediabilmente. Di sicuro gli Strokes, come li conoscevamo noi nei primi dischi di proto-punk e garage/alternative, non esistono più. Peccato.

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