BRENDAN PERRY - Ark (2010, cooking Vynil)




Brendan Perry nel 2010 ha sbancato, si è insinuato nella mia classifica dei dischi del all'anno piano piano. Senza dar fastidio, in maniera subliminale ed accattivante. Non c'erano aspettative, non conoscendo in maniera approfondita l'opera dei Dead Can Dance nel 2010, ma non abbastanza da potermelo ricordare in maniera vivida*. Eviterò dunque qualsiasi paragone con la Band madre, capitanata da due fuori classe come Brendan e Lisa. Ark è un disco che ha un certo approccio pop, ma che rimane troppo elegante e di classe per poter essere immediato. Disco in cui sono stati curati gli arrangiamenti, le melodie che fluttuano tra dark-wave e world music. Dall'open track condizionata da sonorità mediterranee, si snoda un viaggio nella storia della musica. Orchestre, archi, sezioni fiati, elettronica e grandi musicisti predispongono il terreno ottimale per una delle migliori voci degli ultimi anni. Classica, potente, vibrante. Un ottimo lavoro che consiglio a tutti.





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Quando ho scritto questa review, nel 2010, la mia conoscenza dei DCD si limitava a Spleen and Ideals (1985), poi con gli anni ho fortunatamente approfondito ed adorato anche gli altri dischi del duo. in particolare The Serpent's Egg (1988), Whityin the realm of a dying sun (1987) e Dyonisus (2018). Leggerete di questi in una monografia che sto curando.

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