ALGIERS - Algiers (2015, Matador)
Gli Algiers, da Atlanta (Georgia, anche se si sarebbero formati nel 2007 a Londra), sono stati a lungo considerati una delle rivelazioni del 2015. Hanno conquistato spazio sulle webzine e testate musicali più conosciute, ed, in alcuni casi sono stati premiati con voti esaltanti e grandi acclamazioni. Solo il tempo, come in molti casi, potrà giustificare gli allori o la polvere. Per ora possiamo solo riconoscere si tratti di un buon disco, a cavallo tra post punk, gospel, blues ed alternative rock. Come se i Joy Division dividessero la stanza con i TV on The Radio, Nick Cave e la tradizione no wave ed americana. L’Inghilterra che incontra il sound nero degli States – le sue contraddizioni, le sofferenze, la segregazione razziale, le speranze e le lotte sociali, della Georgia, adottando soluzioni sonore che conferiscono all’architettura del disco una varietà tale da essere in costante equilibrio tra un revival del sound degli anni ’80 ed una ricerca verso territori maggiormente alternativi. In sintesi i punti di forza di questo lavoro sono la grande voce del cantante, capace di alternare passaggi gospel – sofferenti ed intensi – con aggressioni più rock-oriented. La varietà del suono e delle soluzioni offerte, combinate con una proposta orecchiabile e melodica.
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