RETROGRAFIE: ELECTRIC WIZARD - Electric Wizard (1995, Rise Above)

Siamo nel 1995: Robbie Williams lascia i Take That, Gianfranco Fini fonda An, muore Hugo Pratt, viene presentato al pubblico Windows 95. Siamo nella seconda metà degli anni '90 e la Rise Above Records mette sotto contratto dei ragazzotti di Dorset, Inghilterra. Si fanno chiamare Electric wizard, sono nati nel 1993 ed hanno dato alle stampe un demo, intitolato Demon lung. Fondono i suoni più cupi e dilatati dei Black Sabbath con grandi riffs grezzi, possenti e robusti. Il primo LP targato EW è un vero successo: si apre con stone magnet, traccia che ispira cattiveria, mettendo in evidenza la voce - vagamente ozziana, ma meno squillante - del leader e chitarrista Jus Oborn, che ripete come una litania alcuni versi che esternano il concettualismo doom: una filosofia basata su pensieri, realistici e pessimistici, come:
CITAZIONE
But look around you, what you got, No hope, no future, no fuckin' job
Yeah


ma che trovano consolazione non nel suicidio o nell'abbandono, quanto nella musica. Unico e vero mondo in cui è possibile alienarsi dai problemi della vita, utilizzando le sostanze psicotrope come portale per accedervi. Ed è proprio tramite il fumo che i nostri doomsters aggiungono e rendono praticamente unica la loro musica. La distorsione, le cavalcate lisergiche incessanti, con una cadenza regolare, scandita come i rintocchi del Big Ben dalla batteria di Mark Greening. I brani non sono mai secchi, veloci e tiratissimi, piuttosto si cerca di allungarli, stirandoli con duelli tra le due chitarre ed il basso, che rinforzano la struttura monolitica e corposa di pezzi come mourning prayer", behemoth e la strumentale mountain of Mars, la planet caravan del doom anni '90 targato stregone elettrico. In questo marasma allucinogeno e lisergico, l'ascoltatore viene stravolto da dosi massicce di assoli, pezzi in cui vengono ripetuti gli stessi accordi fino allo svenimento, chorus e bridge veramente doom e perforanti. Lo spettatore realizza una catarsi nel suono, penetrando in una dimensione completamente nuova e distorta. Vi sono addirittura tre pezzi che superano gli otto minuti: behemoth, electric wizard e Wooden Pipe [la pipa di legno...insomma il calumet, il magico drago, il bong, strumento tramite cui si entra in contatto con le proprie paure, si manifestano nuove entità ed i sensi si espandono]. Gli electric wizard praticano lo sciamanesimo tramite le vibrazioni sonore, acutizzando i sensi e porgendoci una mano, quella che i black sabbath chiamavano hand of doom.
Nb: io ho un edizione che non contiene black butterfly, nè demon lung [presente nell' edizione per il mercato giapponese]
Per me è un grandissimo disco, imprescindibile per gli amanti del doom, stoner e sludge, con una copertina simil Cathedral.

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