RETROGRAFIE: AT THE DRIVE-IN - Relationship of Command (2000, Grand Royal)

Il 12 settembre 2000 gli At the Drive-in, gruppo formatosi nel 1994 a El Paso, pubblicano, sotto l' etichetta Grand Royal (di proprietà dei grandissimi beastie Boys), Relationship of command, considerato unanimemente il loro capolavoro. Peccato che dopo appena un anno decidano di scrivere la parola fine sul progetto ATD-I. Ma tutto il male non viene per nuocere, infatti dalla ceneri della band texana nascono due ottimi gruppi: i The Mars Volta ( Con Bixler Zavala - voce e Omar Alfredo Rodriguez-Lopez chitarra solista) e gli Sparta (capitanati da Jim Ward, secondo chitarrista) . Relationship, quarto disco della band, è altresì uno dei più interessanti dischi prodotti nei 00's. Infatti, per tutta la durata complessiva - 45 minuti e 27 secondi - non si trova mai un punto di calo, il groove rimane intenso ed abbiamo un unico, interminabile picco creativo che ci accompagna per tutto il lavoro. E' ottimo sotto ogni aspetto ed alcuni elementi verranno addirittura migliorati nei The Mars Volta (vedasi De-Loused in the comatorium , del 2003). Il disco si apre con "Arcarsenal, il cui attacco è molto simile a "Jesus Christ pose" dei Soundgarden (quarta traccia di "badmotorfinger" - 1991), riprendendo parecchi elementi del grunge, in primis aggressività, e potenza. Il giro di basso avvolge i riff di chitarra e diventa tutt'uno con la batteria. Già qui possiamo definire il suono degli ATD-I come una potente miscela di emo, ma incattivita dal (post) hardcore e dal grunge su una massiccia base di alternative rock. E' il turno di "Pattern Against User, che mostra una doppia faccia: duro nelle strofe , ma placido e sensuale nel ritornello. "One Armed Scissor è uno dei pezzi che offre la maggiore carica, è coinvolgente e filtra - vuoi per quella chitarra e quel basso azzecatissimi - una sana e instancabile voglia di scatenarsi, come se un'invisibile forza ci galvanizzasse. Abbiamo ancora in mente quelle strofe (cut away..cut away), ed è il momento di " Sleepwalk Capsules, aggressivo e spasmodico, iniziamo ad intendere il tema ricorrente di quest' album, il leit motif: la guerra. Il conflitto, ma che non fa vittime e non sparge sangue. E' una lotta interiore, che ci sconvolge e punta ai nervi, al feeling tra rock e uomo. "Invalid Litter Dept. è una sorta di testamento lascivo, amaro e commovente allo stesso tempo, ma non abbiamo il tempo di abbandonarci a certi ritmi struggenti che nel finale abbiamo una metamorfosi. Ecco il sound tipico del rock fine a se stesso: urla incazzatissime si mischiano con riff incredibilmente belli. "Mannequin Republic." ha un groove ed un passo esasperato ed incalzante, come se cercasse di fuggire da qualcuno o da qualcosa: è una corsa verso la luce, senza guardarsi indietro, quasi a perdifiato. Abbiamo il tempo di recuperarlo nei primi trenta secondi di"Enfilade, inizia con una comunicazione  relationship of command), che viene interrotta dall'avvento dell'elettronica che irrompe nel disco. La voce appare in un secondo piano, grazie all'uso di effetti particolari. Ma nel chorus la voce ritorna più aggressiva che mai. Il gioco dell' invocazione (Cedric) e della risposta (gli altri), in uno scambio tra schermidoriduellanti . Da notare anche l'uso di strumenti particolari, tipici delle origini ispanico-texane della band. "Rolodex Propaganda" comunica una voglia di lottare, che oltrepassa le casse e pulsa grazie al ritmo che viene scandito, così come vengono scandite le parole. "Quarantined" ha delle punte apocalittiche, sembra un monito per una possibile catastrofe. L' atmosfera ricorda quella del post blitz a Londra. La voce urla per l' odio che riversa nei confronti della distruzione. Ed in mezzo alle macerie fumanti, cresce la voglia di ricominciare a lottare. Questa si sente ancora più marcata e curata in "Cosmonaut", uno dei pezzi meglio riusciti. In un climax ascensionale, la musica cresce in un vortice verso la luce. Gli ultimi due pezzi sono molto belli e particolari, peccato solo che siano usciti in due sole edizioni: la giapponese e quella per il mercato US, entrambe pubblicate dalla Virgin. In "Non Zero Possibility" l' arpeggio iniziale è orientale, la voce è labile, pare un soffio. Come se tutto fosse svanito. La cadenza rafforzata evapora e si dissolve gradualmente. "Catacombs invece, principia con un eco: il groove è immancabile ed è il giusto finale per un disco così aggressivo, combattivo e spettacolare. La carica esasperata e la voglia di lottare sono la dimostrazione della voglia che hanno le band di fare rock. Lotta per le cose che ami, e avrai raggiunto il tuo obbiettivo. Questa è forse la lezione più grande che ci hanno lasciato gli At The drive-in.

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