IGGY POP - Free (2019, Thousand Mile)



Ottavo disco in studio per Iggy, che, alla veneranda età di 72 anni continua a spiazzare e pubblicare lavori diversi tra loro. Nuovo lavoro, anche se come minutaggio siamo quasi nell'EP visto che il timer segna 33 minuti, con una struttura a metà strada tra il disco musicale e la collazione di parole e musica. Disco scritto in collaborazione con la chitarrista Noveller ed il trombettista jazz Leron Thomas, Free rappresenta una scelta di cuore per IP, potendo dare sfogo alla componente poetica/teatrale del reading e la scelta per composizioni musicali mature, notturne e sofisticate. Io ho trovato una somiglianza con alcuni lavori di Iggy del passato, come il suo disco di cover di musica francese (Après, del 2012 dove ci trovate una rielaborazione di una canzone del 1975 con la parte musicale scritta da Toto Cotugno), ma anche una sorta di tributo per l'opera di jazzisti come Chet Baker o il blues distorto e crepuscolare della produzione dell'ultimo Nick Cave e del Tom Waits più adulto,il Rowland S. Howard di Pop Crimes (2010), nonchè il suo grande amico Bowie. Non è vera e propria decadenza, quanto una serenità ed una lucidità raggiunta da chi è abbastanza grande da potersi permettere riflessioni su ciò che lo circonda. Prende le distanze da quanto fatto in Post Pop Depression, se non per un brano come Love Missing, che per me è una delle chicche del disco, in favore di un Iggy ulteriore e che è ammantato da un'aura di tranquillità che non diresti possibile. Non uno dei miei dischi dell'anno scorso, ma è un album breve quanto intenso e piacevole.

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