GEMME: PRIDE & GLORY - Pride & Glory (1994, Geffen Records)
Orgoglio e Gloria: è quello che ha sempre ispirato la figura di Zakk Wylde (al secolo Jeffrey Phillip Wielandt, classe 1967) un uomo che si è creato da solo, pur partendo da basi certe e definite. Un chitarrista a tutto tondo, ma anche un ottimo cantante, pianista, compositore senza trascurare il lato umano ed emotivo, rudemente celato dietro una lunga barba bionda, un Vichingo innamorato del metal, del blues, del southern rock e di tutto ciò che è rude ma sicuramente privo di apatia e di incoerenza. I Pride & Glory sono così: orgogliosi delle loro origini southern e gloriosi per il fatto di aver inciso un solo disco, omonimo, ed essersi sciolti. In parte per lo scarso successo coevo all'uscita, in parte perché i tre membri decisero di dedicarsi ad altro più redditizio. Zakk peraltro dal 1988 al 2007 fu il chitarrista solista di Ozzy e quindi tanto male non se la passava. L'anno successivo uscì Ozzmosis, che vendette 3 milioni di copie. In ogni caso una cometa nel cielo del rock duro e puro, come il cuore di qualche abitante dell'Alabama fiero della sua origine e del fatto che la palude (swamp), sia meglio del lago. Il disco è un piccolo capolavoro per via del suo concentrato di southern rock, parti metal, country, folk, rock, blues catchy. Il fatto che Wylde sappia contemporaneamente suonare la chitarra come se fosse nato con una Gibson Bulls-eye in mano, il banjio, l'armonica a bocca, il mandolino, il piano e sia capace di avere una voce bassa, profonda e godibilissima è assolutamente incredibile. Volete le coordinate, la solita lista di influenze e di "suona simile a"? Potrei dirvi che per l'ultima domanda non c'è risposta: è un disco unico nel suo genere, nei BLack label Society troverete qualcosa, sicuramente nelle parti metal (è pur sempre un chitarrista formatosi con l'amico fratello Dimebag Darrell e figlio di Randy Rhoads, Jimi Hendrix e Tony Iommi ) e nelle ballate che trovate nei dischi della Società dell'etichetta Nera. Troverete alcune canzoni di questo disco (fadin'away, Found a friend) nel disco solista di Wylde, Book of Shadows del 1996, ma riarrangiate e suonate in maniera altrettanto sofferente. Ma alla fine vi accorgerete che i Pride & Glory sono meravigliosi proprio perchè unici: chi mai sarebbe capace di prendere Lynyrd Skynyrd, Creedence Clearwater Revival, Allman brothers, Black sabbath e combinarlo con il "metal" di gruppi come Down e Corrosion of Conformity? Da brividi, perché è una fucina di idee e mette carne al fuoco, così tanta che vi ha potuto mangiare per più di 15 anni, senza riuscire a stufare o a saziarci. Occorre lasciare spazio anche all'emotività, all'emozione, al modo in cui Zakk riesce con la voce a cogliere ogni minima sfaccettatura dell'animo, riuscendo in maniera epica, trionfale ed umana a darti una mano e cuocerti a fuoco lento tra riff incandescenti, pentatoniche straordinarie, sofferenze blues-southern, assoli micidiali, parti ecletticamente sopra la media. Ascoltatelo, ma non per fare un favore al sottoscritto. Nè per arricchire la vostra cultura musicale. Fatelo perchè merita, soltanto per questo. L'unico rimpianto è che questo disco uscì nel periodo sbagliato. Vent'anni prima ne parleremmo diversamente.

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