IOSONOUNCANE - Die (2015, Trovarobato) e considerazioni sull'artista
Lo zio di una mia ex ragazza ha una casa al mare a Buggerru, in pienissima Costa Verde (e credo che l'immagine di copertina sia una duna di San Nicolò oppure di Piscinas). La costa verde è quella zona della Sardegna, nell’Iglesiente, che ha sempre mostrato due volti. Il primo è quello della bellezza sprezzante e (quasi) incontaminata, tra coste selvagge e cimitero di surfisti, dune che al tramonto diventano infuocate ed alternano il deserto con boschi di ginepri e macchia mediterranea. Un patrimonio naturale e poco battuto, rispetto ad altre zone dell’Isola, che fa da contro altare ad una delle zone più povere e tartassate d’Italia, dove la disoccupazione e lo sfruttamento sono una costante inesorabile. Ed a Buggerru si registra il primo eccidio della storia sarda e della storia italiana, quando il 4 Settembre del 1904 l’esercito aprì il fuoco sui minatori e gli operai che protestavano per condizioni di vita e lavorative più dignitose. Come le bestie e peggio delle bestie. Macellate e sfruttate. E per tante cose Buggerru è un posto che ritengo magico. E jacopo Incani, al secolo Iosonouncane, ha saputo rappresentare con grande sapienza i tratti caratteristici di quella storia e di quella costa. Quella costa da cui si era allontanato a 18 anni, per tornarci diversi anni dopo. E fermarsi per ideare, trascrivere in musica e parole i sentimenti della sua terra. Usando Battisti di Anima Latina, Tenco, il kraut rock, i talking Heads, Brian Eno, Capossela, Ivan Graziani, Lucio Dalla, la psichedelia, l’elettronica minimale, i loops, il canto teronile e la tradizione agro-pastorale folk della sua terra per creare DIE. Die, in parziale rottura con il musicista degli inizi. Meno sperimentale nel senso gergale del termine, perché la ricerca è compiuta, è giunta all’epilogo e I. ha trovato quanto cercava. Ha ritrovato se stesso nel punto dove è nato. Nel contatto con la terra, con le tradizione etnomusicologiche del Sud Sardegna. Il tempo e la battuta nella composizione sono suggerite delle urla dei pastori, che, con foga atavica e primordiale richiamano le bestie lungo il tragitto prestabilito. In Tanca, nome delle piccole fattorie con casa di alcune zone della Sardegna, i loop richiamano alla mente il verso degli animali, mentre le urla segnano la battuta, lo iato in questo incontro antropologico tra la tradizione e la modernità dell’elettronica e del kraut rock (qualcosa che ricorda anche i Pink Floyd di Animals). Stormi è la sua Alma Latina di Battisti, il brano più pop ed accattivante che governa il lotto delle tracce. Buio, mandria, carne, paesaggio sono frammenti dell’essenza di un uomo, ancor prima di essere musicista. Un disco che, personalmente, ho scelto come mio favorito del 2015 perché erano anni che non sentivo un progetto così ambizioso ed allo stesso tempo semplice, comprensibile se si ha il desiderio e la pazienza di ricostruire il percorso che porta alla comprensione di questo lavoro. Un omaggio struggente ed imponente alla Sardegna ed alla musica in generale, dove correnti di world music si ammantano di passaggi psichedelici e kraut rock (dai Popol Vuh agli Amon Duul II, dai tangerine dream agli Agitation Free), all’insegna di un patrimonio etnico e sonoro che eleva il cantautorato a linguaggio trasversale per raccontare il proprio tempo ed anche un tempo dimenticato - AVANGUARDIA ANCESTRALE
Personalmente non ritengo ci sia un totale abisso tra Die e La Macarena su Roma, perché diversi spunti sviluppati e messi a fuoco nel lavoro del 2015 sono già presenti nell'esordio. Anche se in realtà l'esordio è un ep autoprodotto che contiene brani che figureranno nella Macarena, ma ovviamente in forma più embrionale e meno curata. Uno degli elementi di maggiore peculiarità (o fastidio, secondo alcuni pareri letti e sentiti in giro) è la voce di Jacopo, che risulta tirata, delirante e forzatamente nasale ma che in DIE viene parzialmente accantonata in favore di un cantato più rilassato e melodioso. Diciamo che in LMSR esiste un insieme di suoni meno omogenei, che strizzano l'occhio al cantautorato da Cabaret, alla sperimentazione meno ambientale e matura, a descrizioni sonore più conviviali e legate a spaccati di vita quotidiana tra l'assurdo ed il concreto. Il corpo del reato miglior brano del lotto ed uno dei più interessanti di tutta la scena alternativa.
Personalmente non ritengo ci sia un totale abisso tra Die e La Macarena su Roma, perché diversi spunti sviluppati e messi a fuoco nel lavoro del 2015 sono già presenti nell'esordio. Anche se in realtà l'esordio è un ep autoprodotto che contiene brani che figureranno nella Macarena, ma ovviamente in forma più embrionale e meno curata. Uno degli elementi di maggiore peculiarità (o fastidio, secondo alcuni pareri letti e sentiti in giro) è la voce di Jacopo, che risulta tirata, delirante e forzatamente nasale ma che in DIE viene parzialmente accantonata in favore di un cantato più rilassato e melodioso. Diciamo che in LMSR esiste un insieme di suoni meno omogenei, che strizzano l'occhio al cantautorato da Cabaret, alla sperimentazione meno ambientale e matura, a descrizioni sonore più conviviali e legate a spaccati di vita quotidiana tra l'assurdo ed il concreto. Il corpo del reato miglior brano del lotto ed uno dei più interessanti di tutta la scena alternativa.

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