ALMANACCO DELLA MUSICA SARDA: KENZE NEKE





Monografia doverosa dato che si tratta del gruppo che, alla pari dei Tazenda, ha rappresentato al meglio la musica sarda al cospetto di sardi e "continentali". Ma iniziamo subito a dire che se nei Tazenda tutto ruotava attorno ad un folk rock dalle tinte morbide ed eleganti, in cui splendeva l'eccezionale voce dell'indimenticato ed indimenticabile Andrea Parodi (buon'anima, artista raro quanto eccellente), nei Kenze Neke la particolarità risiedeva nel continuo scambio tra un genere e l'altro, meritandosi l'appartenenza alla categoria del crossover, in senso lato. Infatti il sound della band poggiava su fondamenta punk, ma poi si mischiava con hard rock, (combatfolk, etnica e worl music, metal, reggae, crossover old school e hardcore. Il cantato, per la maggior parte in limba, la lingua sarda nella variante delle Baronie (con accento sulla i), dove si trova il paesino di origine dei KN, ossia Siniscola.
La line-up è mutata in continuazione, ed è raro che si trovino gli stessi protagonisti in più di un disco. Solo due dei fondatori sono rimasti fino all'anno dello scioglimento, e si tratta del cantante/chitarrista ritmico Renzo Saporito e di Toni Usai alla batteria.


I Kenze Neke (Senza colpa, trad.) sono stati attivi dalla seconda metà degli anni '80, pubblicando l'esordio con demo tape nel 1990. Chin sas Armas o chin sas Rosas , sotto la Gridalo records. Con le armi o con le rose. Costruendo brani di matrice punk '77 (Pilinzola, Zente), ma resi più fumosi e profondi con le aperture affidate agli intrecci tra chitarra e sax, si mettono in luce le due anime del sounds dei primi KN che riflettono al contempo l'asprezza dei graniti della Sardegna settentrionale e la calma delle distese di sabbie lungo gli arenili delle coste. Le chitarre, sporche e ruvide come nella migliore tradizione punk, creano riffs e bridge su cui urlare la propria rabbia contro le ingiustizie del mondo e della Sardegna degli anni '80. La presa di posizione pacifista e antinaja descritta in Tempus Pertu (No, non mi piaghen bombas e fusiles, jeo kerjo esser zente tzivile - No, non mi piacciono le bombe ed i fucili, io chiedo di essere una persona civile)., l'influenza mai negata di Strummer e dei Clash nella title track, ma arricchita da ottimi arrangiamenti in salsa reggae e jazz. Seguono il punk scazzone ed in levare di Bette Monkey e Do You Know what to do, brani a dir la verità dozzinali che lasciano il tempo che trovano. Uno degli inni storici della band siniscolese rimane la traccia da cui prendono il nome: Kenze Neke, ossia senza colpa. Un atto di accuse punk-hc, veloce e martellante dedicato all'anarchico sassarese Michele Schirru. Schirru fu uno dei tanti antifascisti che programmò l'assassinio di Mussolini, ma venne catturato e fucilato da un plotone fascista che, per ordine del Duce, fu composto esclusivamente di suoi compaesani. Processato e giustiziato sulle intenzioni, senza aver mai sparato un colpo.


In patria ses torratu pro acher sa rivoluzionechin s’arma in manos e in concas’idea de ukkier a Mussolini!Farsa it sa sentenzia (Is kenze neke!)Chi t’hat privatu de sa vida (Is kenze neke!)Kenze gloria ne justicia (kenze neke!)Ma, nois no, nois non t’irmenticamos, prusu!
In patria (Sardegna, nda) sei tornato per fare la rivoluzionecon le armi in mano e in testa l'idea di uccidere Mussolini!Falsa era la sentenza (è senza colpa!)che ti ha privato della vita (è senza colpa)senza gloria nè giustizia (senza colpa)Ma, noi no, non ti dimentichiamo più!


L'esordio si chiude con Amerikanos a balla chi bos Bokene, altro brano celebre nelle discografia del gruppo isolano. Dopo l'inizio a canto tenorile, sull'argomento dell'occupazione militare del suolo sardo nelle basi americane e Nato, da Salto di Quirra, La Maddalena, Teulada si ritorna su un punk carico di groove dove la tradizione sarda folk si sposa con il rock.

Due anni più tardi è la volta di Naralu, de uve sese! (Dillo, di dove sei!), 1992.

La maggior parte della tracklist è compsota da successi tratti dall'esordio, ma con nuovi arrangiamenti ed un labor limae che rende il sound più curato e pulito. Nei brani nuovi i temi affrontati sono quelli della lotta sociale anche fuori dalla Sardegna e la solidarietà mostrata a popoli oppressi (Che a sos Bascos e che a sos Irlandesos), il rifiuto di una società in cui i valori morali e l'etica contadina e genuina, basata sulla convivenza pacifica ed il rispetto della terra, sono zavorre e ostacoli alla cementificazione ed al progresso qualunquista.
E' solo nel 1994 che vede la luce il capolavoro dei Kenze Neke, sotto il profilo della maturità e della varietà nei suoni. Crossover puro, a cavallo tra punk, hard rock e folk: sax e launeddas, canto tenorile e parti recitate, ritmi frenetici e passaggi più ricercati. Boghes de pedra, ossia voci di pietra, è un omaggio alla sardegna ed ai suoi custodi più fedeli, i Nuraghes. I complessi ciclopici di megaliti, che hanno segnato le epoche, che sono i veri custodi della spirito della Sardegna e che conoscono il reale valore del tempo.

Boghes de pedra nos ammentan gherra,boghes de gherra nos ammentan terra,terra ifustaSambene chi su tempus no hata mai firmadupedras ammuntonadas no l'ammentana.Terra ifusta de sambene,terra ifusta.

Voci di pietra ci ricordano la guerra, voci di guerra ci ricordano la terra,terra bagnata.Sangue che il tempo non ti ha mai fermatole pietre ammassate non lo ricordano.Terra bagnata dal sangue, terra bagnata.

Inintro è un intermezzo di acustica folk, dal gusto mediterraneo. Brinca (salta) è un galvanizzante invito punk alla ribellione, alla sommossa e alla rivolta contro gli avvoltoio ed i signorotti. Crisi economica, disoccupazione e depressione causano la piaga dell'alcolismo nei piccoli centri dell'entroterra, dove le giornate trascorrono con i volti illuminati dal vetro verdastro di una bottiglia e con la testa appoggiata nel tavolino nello zilleri (il bar), come in Prusu a fundu (più a fondo). Il tema del balente, l'uomo di valore dell'interno Sardegna, nemico dello Stato italiano e figlio del codice d'onore barbaricino, nella possente e riverberata "Su Balente", dove riff hard rock rendono più corposo l'assolo di sax e launeddas. Kurtura proibida è un ballu tundu, canzone tipica della tradizione sarda, dove le voci in sottofondo urlando a tempo i numeri de sa murra, tra una sezione ritmica creata da launeddas e battiti di mani, con la chitarra acustica a farla da padrona. A Nanni Sulis è una dedica folk, al poeta contadino sardo Peppino Mereu, suonata con gli strumenti della tradizione popolare come la fisarmonica, voci a tenore, chitarra, armonica e scacciapensieri. Su Patriottu Sardu a sos Feudatarios è una ballata folk-rock basta sull'omonima inno di Francesco Ignazio Mannu, patriota sardo autore dell'inno della rivoluzione isolana della seconda metà del 1700, che vide i sardi scacciare i Savoia dall'isola (e spero l'abbiano fatto a calci nel culo, ndS). Il resto del disco si snoda tra esperimenti di rock di matrice etnica (Eia, una cuppa de cannonau, ammenta) e brani più veloci ed energici (tempus pertu, tribulios una jammata hard rock e folk).

1998: Liberos, Respettatos, Uguales e la svolta verso l'appesantimento nel sound, già dalle note iniziali della titletrack. Chorus a canto a tenore e chitarre apbbassate, mai così lontani dagli esordi. Pantanu è una rielaborazione "epica" di un canto popolare corso, Pratobello è una lettera anti-militarista scritta da Emilio Lussu (premio nobel). Entula (bandiera) è il brano più famoso ed apprezzato, anthem generazionale e canzone di rara bellezza. Mira, Black Panther e Gridu de vittoria sono graffianti e rocciose e fanno da controaltare alle ibride Happo'o latu e Muru e' preta.

Nel 2000 l'ultimo lavoro pubblicato a nome Kenze Neke, prima dell'ultimo concerto tenutosi a Solarussa con una formazione composta dal nucleo storico e da altri compagni di avventura che hanno contribuito e rendere mitica l'esperienza dei KN. Il disco omonimo è in realtà una raccolta di grandi classici e due b-sides.
Dallo scioglimento alcuni componenti confluirono qualche anno dopo negli Askra, con cui peraltro nel 1995 divisero uno split ep intitolato Gherramos Tottus Impare. Verso la seconda metà del 2000 vengono fondati da Renzo Saporito prima i KNA (Kenze Neke-Askra), e poi gli Tzoku. I primi sono semplicemente una fusione delle due bands che ripropongono live ed unplagged canzoni tratte dalle rispettive discografia.
I Kenze Neke nonostante tutto rappresentano una delle esperienze più importanti ed eccellenti della scena sarda, dimostrando al pubblico che si può partire dalle proprie origini e dal substrato musical-culturale delle proprie radici per arrivare ad una sintesi di grande impatto con la tradizione comune europea ed americana. L'impegno sociale e le tematiche delicate hanno permesso di coniugare la musica con il messaggio, gettando un ponte peraltro tra una tradizione folk-contadina ed agropastorale millenaria (le launeddas sono uno strumento a fiato antichissimo, precedente alle cornamusa ed al flauto di pan) con solide basi punk e rock.

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