MONDO GENERATOR: Shooters Bible (2020, Heavy Psych Sound)
Il titolo scelto da Nick Oliveri (bassista di Kyuss e Queens of The Stone Age), per il suo ultimo lavoro con i Mondo Generator, sintetizza quello che penso del suo progetto. Si trattano delle ultime cartucce compositive che prova a sparare uno degli esponenti della bibbia dello stoner rock prima che la gente si stufi di ascoltare i suoi dischi. Per carità non siamo davanti ad un lavoro brutto e raffazzonato, ma davanti ad un disco di 40 minuti che non aggiunge nulla a quanto prodotto nei cinque dischi precedenti, usciti tra il 2003 ed oggi. Le idee sono quelle ed il marchio di fabbrica lo conosciamo, perciò stupirsi di un miracolo o cercare qualcosa che non fa parte della mappatura genetica del suono oliveriano sarebbe da folli. Nel complesso è un lavoro che, di base, si può catalogare come stoner punk velocizzato, o speedrock come direbbero i ragazzi di Impatto Sonoro. Ci sono effettivamente delle piccole chicche, come nel caso di Burn a bridge, il brano più lungo (03:59) e che offre una strana ma piacevole e riuscita combinazione tra lo stoner dei primi Fu Manchu e le sfuriate vocali degli At The Drive In più rudimentali. Come dicevo c'è lo stoner punk dei Mondo Generator, ma c'è anche qualche richiamo ai QOTSA, i Fu Manchu ed al blues più marcio e ruvido. Un disco assolutamente autoreferenziale, con tanto di brano dal titolo "We are Mondo Generator", assolutamente superfluo visto che l'avevamo capito dopo i primi due minuti iniziali. L'ultimo brano si intitola "The last train", il che è assolutamente ironico perché personalmente questo è stato l'ultima occasione che concedo alla produzione di Oliveri perché mi aspetto molto di più nella sostanza per quanto l'impegno è genuino ed evidente.
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