SPARTIACQUE: CODEINE - Frigid Stars (Sub Pop, 1991)

Dischi Spartiacque.




L'esordio dei newyorkesi Codeine anticipa, nei suoni e nell'estetica, quello che sarà il movimento slow-core (o dream pop, secondo coloro che considerano i due "generi"), con importanti rimandi a quel genere-non genere che prenderà il nome di post-rock: le atmosfere rallentate  e malinconiche, con gli arpeggi e la continua ricerca dell'immobilismo, richiamano alcuni esponenti del genere. A maggior ragione Doug Sharin,
il batterista del  secondo ed ultimo lavoro dei Codeine (White Birch del 1994), poi andrà a formare i June Of 44, importante band della scena post rock. Frigid Stars è un lavoro intenso, algido, freddo e luminoso come le stelle che compongono la trama della cover. La voce di Immerwahr è cupa, depressa e ricorda delle versioni sedate di Mark Kozlek dei Red House Painters oppure i primi lavori dei Black Heart Procession, due gruppi che a parer mio hanno subito l'influenza dei Codeine, ma anche dei Galaxie 500 e di Eliott Smith. In sostanza FS è un monolite nero, malinconico, essenziale ed importante per capire uno dei tasselli di cui si compone quella straordinaria decade che sono gli anni novanta. Que viva lo slowcore.

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