BOCCIATURE: FRANZ FERDINAND - Right Thoughts, Right words, Right Actions (2013, Domino Recordings)
L'ultimo lavoro del gruppo scozzese è un disco da bassa classifica, con troppi difetti e pochissimi pregi. Ma veniamo con ordine. Ho sempre apprezzato i FF, conosco i loro lavori ed i primi due li ho letteralmente destrutturati a furia di ascolti. Provo simpatia per il loro revival rock mainstream, revivalistico e scanzonato ma, soprattutto, catchy e divertente. Probabilmente queste impressioni non sono condivise dalla gran parte degli ascoltatori e non trovo neanche sbagliato chi l'atteggiamento di chi non sia interessato alla band. Alla fine si tratta di dischi che non hanno nulla di seminale, sono briosi ma comunque non è un prodotto per fini dicitori. Ci sono decine di gruppi migliori, vedi gli Arctic Monkeys, gli Interpol, gli stessi Alt-J per fare nomi di bands che godevano di un hype-interesse simile nella prima metà del decennio appena conclusosi. Tuttavia i FF avevano sempre riscosso il mio favore per la semplicità della loro proposta e la loro ruffianeria simpatica. Non raggiunge la sufficienza perché sono presente così tante falle da oscurare le aperture e le cose buone presenti. Peccato, è andata così. Innanzitutto presentare un doppio disco, di cui il secondo è composto da alternative versions, unplugged e alt-takes è un'operazione paracula che avrebbero potuto risparmiarsi. Soprattutto alla luce del fatto che nel primo disco, di canzoni buone, forse ne troviamo tre (bullet, l'open track e Love illuminations). Il resto è un'accozzaglia di virata sperimentale verso l'alternative, di matrice talkinheadsiana (tipo l'opener), ma che poi si finisce a fare il verso ruffiano e puttanesco a gente come Beatles (Fresh Strawberry è una roba imbarazzante). Aggiungete il fatto che i pochi episodi, tipo bullets che urla "the hives" (come se fosse un pregio), presentano le solite caratteristiche dei suoni franzferdiniani, con qualche sparuto episodio di new wave-post punk, il beat , qualche brivido festaiolo ma nulla di più. Non parliamo dei testi, ho avuto una sincope quando Alex Kapronos ha iniziato a cantare "I'm the king! I'm the king of the animals". Insomma, per farla breve: un episodio da dimenticare nella loro produzione, anche perché alcuni vecchi successi - (tipo Ulysses, matinèè, this fire, Eleaonor, the fall, michael, bite hard), uno di questi menzionati e scelto a caso - è nettamente migliore dell'ultimo disco considerato complessivamente. Peraltro ascoltare qualsiasi lavoro successivo sarebbe uno spreco di tempo. I Franz Ferdinand avrebbero dovuto sciogliersi dopo il terzo disco, Tonight, del 2009.

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