RECENSIONI - VALERIAN SWING - Draining Plans For Ears Reflector (Rising Works, 2008)
(Rising Works, 2008)
Tracklist:
1. The little prince finally explodes
2. Never ending accusative - storm in a space loo
3. Mr. “I never laugh” laughs
4. It is difficult for us to explain our way of decontextualizing music, expecially because of a conundrum: what if skin suddenly gets permeable?
5. Alsosuperheroesendparttwo.A.P.
6. Shitty pudding pearl
7. Fracassius and his way of copying and pasting
8. Terror from the apple side once more
Vengono da Correggio, sono concittadini di Luciano Ligabue ma per nostra (e loro, penso) fortuna non hanno nulla a che spartire con la solfa proposta dal rocker (ahahaha) emiliano. Di questo sono certo anche perchè l'idea dello stereotipo di canzone rock è totalmente abbandonato in favore di trame complesse ed intricate, sperimentalismi e strutture sonore machiavelliche e sovrapposte. Forse più delle etichette sarebbe utile parlare delle influenze, ma visto il numero di artisti citati dalla stessa band, anche questo terreno risulta accidentato e pericoloso. La sperimentazione e la scelta di preferire sentieri poco battuti dall'ascoltatore medio di rock è un'arma a doppio taglio: non sempre assicura il successo, ma ti permette di essere ascoltato senza pregiudizi e con un'approccio in parte dubbioso, in parte interessato. Dietro questo progetto si nasconde la mente di quattro ragazzi, dotati di tecnica, estro ed un insaziabile appetito per la musica in tutte le sue forme. Tra contaminazioni e Jazz, tra math e crossover, tra alternative e post-rock, tra nuove riletture del termine progressive e ricerca di una dimensione il disco si snoda piacevolmente anche se spesso mostra il fianco a qualche difetto. Non tantissimi, perchè i ragazzi ci sanno fare ed hanno idee, ma forse ne hanno troppe. In The Little prince finally explodes abbiamo a che fare con i Don Caballero che jammano con gli Explosions In The Sky, tra jazz e math rock, con l'eccellente lavoro batteristico in un alternarsi di momenti onirici e parti più deliranti. Di tutt'altro avviso è Never Ending Accusative – Storm In A Space Loo, dove si alternano passaggi intrisi di Dillinger Escape Plan (periodo Calculating) e momenti degni degli Horse the Band. Mr Never Laughs è un connubio di post-rock, alternative rivisitati in salsa prog. Per tutto il resto del lavoro aleggia un continuo alternarsi di opposti sonori e concettuali, mantenendo alto, se non altissimo, il livello di curiosità e di attenzione dell'ascoltatore. Il gioco di silenzio e di caos primordiale si susseguono, a volte sfociando in un pandemonio sonoro che sfocia nella devianza sperimentale e nel rumorismo sfrenato di marca zorniana, come in Fracassius and His way Of copying and pasting. La chiusura è una sintesi delle potenzialità della band, in un vortice di keys, parti cantate ed urlate, effetti in loop e chitarre pulite. Supportate la buona musica italiana, soprattutto quando è libera e disponibile. La furia degli elementi, alla portata di un clic.
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