EMERGENTI: Joan Thiele

  






Ho sentito Operazione Oro (Universal/ polydor, 2020) e ritengo che sia uno degli ep più freschi ed interessanti usciti lo scorso anno in Italia. Merita un ascolto perché è anche una voce che non è stata ancora sponsorizzata dal mainstream e che sta andando avanti con le sue gambe con risultati interessantiAlessandra Joan Thiele (pronunciato Tìle), nasce a Desenzano del Garda nel 1992 da madre campana e padre svizzero con origini colombiane. Passa l'infanzia in varie parti del mondo dalla Colombia, al Canada, ai Caraibi, l'Italia e poi l'Inghilterra dopo il liceo, dove si fa le ossa musicalmente. Questo passaggio della bio è fondamentale per capire il melting pot di cui si arricchisce la musica di Joan, soprattutto la componente colombiana che è assolutamente evidente e pulsante in quasi tutto l'ep. E per componente colombiana non mi riferisco solo alla pronuncia spagnola/latina o la scelta di termini appartenenti a quelle zone, ma anche alla cumbia tradizionale e moderna. Ma come è presente una tradizione pop italiana e pop colombiana, c'è anche una scelta di una grammatica che ormai è tipica di questo it-pop ed indie italiano che mischia la tradizione della canzone popolare (la cosiddetta "musica leggera" dei nostri genitori), con elementi neosoul, trap, ed elettronici (come fanno i vari Carl Brave, Venerus e soci). Ma con la differenza che Joan Thiele è molto delicata nella sua tonalità e riesce ad alternare momenti dream pop con passaggi più sensuali o decadenti. Brava.

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