RECENSIONI: KEVIN MORBY - Sundowner (2020, Dead Oceans)
Sundowner è un lavoro che tributa la dimensione rurale e tradizionale della musica americana, intesa come sottogenere del folk reso famoso da alcuni artisti come Cash. E Cash è una delle influenze che si sentono in alcune tracce, insieme a Dylan (un chiarissimo rimando nell'opener), contribuendo a definire una delle componenti essenziali del disco. Ossia questa vena cantuatorale, alt-country e folk (Valley, Brother Sisters, don't understimate midwest american sun). Ci trovate anche altri registri, come il western (Brothers, Sisters), alcune lunghe digressioni folk che ricordano Lou Reed (Jamie, At night at little Los Angeles), oppure il folk moderno e sofferente di Will Oldham (Provisions). Chiudono il lotto due tracce sognanti, delicate ed eteree come Jamie e la strumentale Velvet Highway, in cui riecheggia il minimalismo pianistico di Philip Glass. In conclusione Sundowner è un lavoro azzeccato, un omaggio alla letteratura americana contemporanea, composto da uno dei talenti più interessanti in circolazione.
Tracce preferite: Valley, Wander
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