TELEVISION - Adventure (1978, Elektra)

Quando si parla dei Television, alla fine, ci limita a citare l'esordio dei Television del 1977, perché è il loro capolavoro ed uno dei dischi migliori e più influenti della scena alternative rock, con tutte le sue declinazioni presenti e passate (new wave, indie, alternative, babbuddoiu). Ma si è parlato pochissimo del secondo disco, uscito nel 1978, ossia Adventure. Adventure, però, rappresenterà ironicamente la fine dell'avventura del gruppo, con la decisione di Tom Verlaine di scioglierlo fino al 1992 (con la parentesi del disco live del 1982, i television sparirono dai radar). Ora io non so se ciò dipendesse da una decisione di TV indipendente dal successo riscosso da Adventure o se la decisione sia legata alle critiche ricevute per un lavoro che aveva l'ingrato compito di seguire, a distanza di un solo anno, l'inarrivabile Marquee Moon. Un disco che, a posteriori, rappresenta una pietra miliare ed una tappa obbligatoria per il passaggio tra punk rock e new wave. Ma se, come dice Caparezza, il secondo album è sempre più difficile nella carriera di un artista, in questo caso i Television non riuscirono a superare la prova.
Adventure è un disco che è inferiore a Marquee Moon, perché è troppo morbido e meno dissonante, scegliendo territori più "classici" per svilupparsi nella sua estensione. Ad esempio Foxhole e la title track, con il loro mix di no wave e rock, rappresentano forse pezzo più incendiari dell'intero lavoro. Mentre Days e Glory richiamano i Rolling Stones ed i Velvet Underground. Abbiamo il glampunk di Ain't That Nothin e Careful, che ritengo due pezzi riempitivi e superflui. Ci sono le dolci melodie incantante di "Carried Away", con un intreccio di tastiere (elemento di novità rispetto all'esordi) e chitarre che anticipa a suo modo il dream pop, mentre The Fire e Dream's Dream ha un fascino vintage e retrò, anni sessanta, e sono dei brani totalmente atmosferici e cinematografici, incarnano la perfetta colonna sonora per un addio tra amanti e anticipano anche sonorità alla Oldfield e tipiche di un certo pop adult oriented anni '80. In sostanza Adventure non è un brutto disco in sè, ma soffre eccessivamente il paragone col predecessore e paga il dazio di suonare più riflessivo e smorzato rispetto a quanto avrebbero voluto i fans. Ma dato che i Television avevano stravolto, in modo dirompente, la scena americana questa decisione di mettersi la museruola rappresentò un harakiri. Oggi come ieri.

Commenti

Post popolari in questo blog

Brevi considerazioni sul rock demenziale. In difesa degli Skiantos

BECK - Mutations (1998, Geffen)

VINICIO CAPOSSELA - Rebetiko gymnastas (2012, La Cupa/Warner Music)