FAITH NO MORE - Sol Invictus (2015, reclamation!)


Mi sono avvicinato a Sol Invictus in maniera tiepida, attendendo il mood giusto per ascoltare il ritorno di uno dei migliori gruppi degli anni '90 (e che anche negli '80 hanno lasciato il segno, per i dischi rilasciati in quella decade), nonchè uno dei miei preferiti. Una volta conseguito lo status propedeutico, devo dire che già i primi approcci sono stati positivi. Rispetto ad altri ritorni in questi ultimi tempi (alcuni esempi: Black Sabbath, Alice In Chains, Pink Floyd), SI non mi ha lasciato interdetto o stancato da subito. Merito della sua eterogeneità nella proposta, uno dei suoi punti di forza ed uno dei punti di forza di tutta la carriera della band. Questa poliedricità è garantita dal talento e dalla voglia di spaziare di tutti i componenti, come si può apprezzare non solo nei vari dischi dei FNM, bensì anche nei singoli progetti solisti (Patton su tutti).

In secondo luogo, il disco può considerarsi un'ipotetica antologia introduttiva della loro produzione. Più per il contenuto che nelle reali intenzioni dei membri. Perché dico questo? Per il semplice motivo che Sol Invictus si colloca nel continuum stilistico, ma allo stesso tempo raccoglie in maniera evidente la tradizione e presenta una tracklist che potrebbe essere "quasi" composta di b-sides provenienti da King for A Day, Angel Dust ed Album of The Year. Tuttora non sono riuscito ad identificare il lavoro, fra i tre menzionati, che sia il fratello maggiore. Parlo di b-sides perché, a malincuore, non ho trovato un pezzo che mi faccia sognare come accadde per i lavori del passato. Non trovo una Digging the grave, una Ricochet, una Ashes to Ashes, una Land of Sunshine, una last cup of sorrow oppure una Stripsearch. Non trovo dei brani che possano pareggiare quel livello e questo gap esiste, sebbene in maniera contenuta. La scaletta presenta brani piacevoli, ben suonati ed anche ispirati. Perchè credo che questa reunion sia nata per tante ragione, ma quelle economiche sono agli ultimi posti. (anche se innegabile che vi siano). In conclusione si tratta di una delle reunion migliori degli ultimi anni, con un disco che comunque è soddisfacente e che non ha assolutamente la pretesa di scalzare i (capo)lavori che l'hanno preceduto. I Faith No More hanno dimostrato per l'ennesima volta di essere capaci di dare ancora parecchi metri alle nuove leve, con un Patton ispiratissimo ed istrionico.

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