Post

Visualizzazione dei post da maggio, 2020

PATTI SMITH GROUP - Wave (1979, Arista)

Immagine
Quarto lavoro per Patti Smith (anche se accreditato come Patti Smith group) e dedicato alla memoria di Giovanni Paolo I, ebbe un successo commerciale inferiore alle aspettative nonostante sia un disco maggiormente orientato verso il rock degli anni settanta in senso canonico. Inteso quest'ultimo come il rock con una concezione maggiormente orientata ai passaggi radiofonici ed alle grandi platee, come il rock di Springsteen, in parte diverso da quei momenti protopunk/garage e protoalternative rock che ad esempio si potrebbero sentire in un disco eccellente come Horses, l'esordio uscito appena quattro anni prima. Personalmente mi mancano Radio Ethiopia (1976) ed Easter (1978), perciò sarei curioso di ascoltarli. Tornando a Wave è un disco sicuramente sottotono e con passaggi poco entusiasmanti o coinvolgenti, ma che ha degli azzardi e dei tentativi che dovrebbero essere ascoltati almeno una volta nella vita. In un certo senso questa parte della carriera di Patti Smith potrebbe ...

BIBBIA DELL'HEAVY 'N LOUD: JULY- self titled (1968, Minor Label, Epic Records)

I britannici July infatti nacquero intorno al 1966 e, dopo una serie di cambi di nomi ( The Playboys, Thoughts, Tomcats ) e altrettanti cambi di registri sonori, nel 1968 pubblicarono il loro unico Lp, omonimo per due etichette diverse come era abitudine dell'epoca.  Due major per la precisione, ossia l'inglese Minor Label per la distribuzione europea e l'americana Epic Records . Il gruppo ha un sound caratteristico degli anni passando dal r'n'r garage e beat pop , tipici della British Invasion ,  mischiando il tutto con il blues e sonorità indiane che li fanno apparire come un misto tra i Beatles di Revolver e Sgt. Pepper, le musiche indiane di un gruppo come i  Kula Shaker e  Cornershops   (ve li ricordate? quelli di Brimful of Asha ) e la psichedelia della costa ovest statunitense ( grateful dead, Jefferson Airplane ). Nonostante i membri del gruppo fossero tecnicamente dotati e abbiano in seguito avuto parte in progetti e dischi celebri (il vocalist...

WILL BUTLER - Policy (2015, Merge Records)

Immagine
Will Butler ( qui con il look da villain di Non è un paese per vecchi )  come tanti altri fratelli in musica, ha vissuto involontariamente all'ombra del fratello Win . Involontariamente perchè l'apporto creativo di Will, all'interno degli Arcade Fire , è evidente e riconosciuto ma quello famoso è Win. Non Will. Win for life.   In ogni caso Will nel 2015 ha deciso di provarci ad affrancarsi dallo status di Butler minore  ed il risultato è questo Policy , un disco prettamente solista. Per due ordini di ragioni: è stato composto, suonato e registrato al 90% da Will nell'arco di una settimana durante il tour di  Reflektor . Peraltro l'ha registrato negli studi di Jimi Hendrix, il che è quasi un omaggio o tributo che si paga alla divinità. WB canta, suona la chitarra ed il basso oltre a scrivere quasi tutti i pezzi. Alla batteria, invece, si siede Jeremy Gara degli Arcade Fire. Policy è un disco piacevolissimo quanto derivativo, con una linea musicale che fonde a...

FAITH NO MORE - Sol Invictus (2015, reclamation!)

Mi sono avvicinato a Sol Invictus in maniera tiepida, attendendo il mood giusto per ascoltare il ritorno di uno dei migliori gruppi degli anni '90 (e che anche negli '80 hanno lasciato il segno, per i dischi rilasciati in quella decade), nonchè uno dei miei preferiti. Una volta conseguito lo status propedeutico, devo dire che già i primi approcci sono stati positivi. Rispetto ad altri ritorni in questi ultimi tempi (alcuni esempi: Black Sabbath, Alice In Chains, Pink Floyd), SI non mi ha lasciato interdetto o stancato da subito. Merito della sua eterogeneità nella proposta, uno dei suoi punti di forza ed uno dei punti di forza di tutta la carriera della band. Questa poliedricità è garantita dal talento e dalla voglia di spaziare di tutti i componenti, come si può apprezzare non solo nei vari dischi dei FNM, bensì anche nei singoli progetti solisti (Patton su tutti). In secondo luogo, il disco può considerarsi un'ipotetica antologia introduttiva della loro produzione ....

FOCUS: IDLES

Immagine
Gli  Idles  sono una band di " heavy post punk " originaria di  Bristol , importante centro del sud ovest dell'Inghilterra, attiva come nucleo originario dalla fine del decennio scorso per opera del cantante e leader Joe Talbot e del bassista Adam Devonshire. Entrambi, amici di vecchia data e compagni di college ad Exeter, gestivano il club indie "The BatCave", in cui organizzavano concerti e Devonshire metteva i dischi come dj. Il nucleo originario si arricchisce degli altri membri, fino a diventare un quintetto così composto e senza cambi di line up negli anni. E la provenienza dal club indie, tra pinte e palco, in continuo contatto tra gli avventori e con l'attitudine da barista di pub della periferia, sono una componente del dna degli Idles. Tuttavia è solo nel 2012 che viene pubblicato l'ep  Welcome , composto di 4 brani e che si caratterizza per alcune caratteristiche principali. Si tratta innanzitutto di un post punk molto vicino al revival...

FOCUS: BLUES MAGOOS

Immagine
I  Blues Magoos  sono stati un gruppo collocabile nel filone della musica psichedelica americana di fine anni sessanta, con inclinazioni verso il garage. Questa è la proposta sonora e da qui non si scappa. Insieme ai  13th Floor Elevators  sono stati tra i primi ad utilizzare la nomenclatura “ psychdelic ” nel titolo di un album ed all’interno dei loro testi e brani (ma potrei essere smentito ma m'importa sega, poi quello degli ascensori dovreste conoscerlo altrimenti cosa ci fate qui?). Tuttavia, a differenza di nomi con blasone maggiore, i loro dischi sono utili per capire l’evoluzione del genere e quel passaggio dal blues rock e beat all’acid rock/garage ed alla psichedelia. Emersi dal Greenwhich Village newyorkese nel 1965, firmano L’esordio nel 1966.  Psychedelic Lollipop , resta il loro capolavoro ed un disco consigliato per una introduzione alla scena lisergica e di blues dilatato che si sarebbe sviluppato alla fine dei sixties grazie a gruppi come...

TELEVISION - Adventure (1978, Elektra)

Immagine
Quando si parla dei Television, alla fine, ci limita a citare l'esordio dei Television del 1977, perché è il loro capolavoro ed uno dei dischi migliori e più influenti della scena alternative rock, con tutte le sue declinazioni presenti e passate (new wave, indie, alternative, babbuddoiu). Ma si è parlato pochissimo del secondo disco, uscito nel 1978, ossia Adventure. Adventure, però, rappresenterà ironicamente la fine dell'avventura del gruppo, con la decisione di Tom Verlaine di scioglierlo fino al 1992 (con la parentesi del disco live del 1982, i television sparirono dai radar). Ora io non so se ciò dipendesse da una decisione di TV indipendente dal successo riscosso da Adventure o se la decisione sia legata alle critiche ricevute per un lavoro che aveva l'ingrato compito di seguire, a distanza di un solo anno, l'inarrivabile Marquee Moon . Un disco che, a posteriori, rappresenta una pietra miliare ed una tappa obbligatoria per il passaggio tra punk rock e new wa...