THE GOD MACHINE - One last laugh in a place of dying (1994, Polydor)
Parliamo anche del disco "One last laugh in a Place of dying", uscito nel 1994 per la Polydor (con remastered nel 2008 per la medesima etichetta). Per me non ha la memorabilità e l'imponenza di Scenes From the Second Storey (1993, Polydor) , ma è un lavoro che potrebbe godere di altrettanto rispetto e visibilità. Ovviamente, dopo un capolavoro sottovalutato come Scenes, ci si aspettava un seguito di valore eguale se non superiore. In ogni caso si tratta di un lavoro che trasuda alternative rock della scuola dei novanta, con elementi di post punk (Joy Division in primis, come nelle chitarre di "The life song") e noise/grunge. C'è un richiamo ai Neurosis ed ai Jane's Addiction, ma in sostanza c'è una atmosfera che sarà tipica di diversi movimenti e scuole musicali non solo degli anni novanta. Ma saranno influenti per i gruppi che declineranno, a vario titolo, l'alternative rock verso la fine dei novanta e nel terzo millennio, come ad esempio alcuni gruppi emo, slo core, post rock atmosferico, alternative metal e via dicendo. Penso ai Brand New, ai The Black Heart procession, ai Tool (come nella canzone The Hunter), i dEUS, Dredg e via dicendo.
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