Dieci ascolti sparsi del bimestre Maggio - Giugno 2020
JULIAN PLENTI - Julian Plenti Is.... Skycraper (2009, Matador)
Dopo averlo sentito diverse volte, il disco è cresciuto con gli ascolti e per me si colloca subito dopo Antics e TOTBL a livello di qualità. Il disco che avrebbero dovuto proporre gli Interpol, ma che allo stesso tempo è molto più orientato verso l'alternative rock ed il folk, senza rinnegare le proprie radici post punk e new wave. Ci sono almeno quattro o cinque pezzi di grande rilievo (skyscapers, only if you can run, fun that we have, gamers for days e on the esplanade), da cui si certificato due cose. Gli Interpol sono Paul Banks e Paul Banks da solista può regalare alt-pop veramente oscuro, vellutato ed elegante. Consigliato agli appassionati.
PORRIDGE RADIO - Every Bad (2020, Secretly Canadian)
Secondo disco per le/i/* Porridge Radio, giovane band che si colloca nella female-wave della scena alternative contemporanea. Non ho sentito la produzione precedente, ma stando alla bio su spotify era nato come come un sadcore intimo e con venature indie rock, per poi evolversi nell'attuale ibrido di post-punk, alt-rock e folk americano. Il disco è interessante ed offre diversi spunti, oscillando tra brani più intimi e sadcore/postpunk e passaggi più rabbiosi e vicini all'anima elettrica ed alternative del collettivo. Riferimenti musicali: Lydia Lunch, Cat Power, Karen O., Angel Olsen, Sharon Van Etten, Soccer Mommy e via dicendo.
TAME IMPALA - The Slow Rush (2020, Modular)
Ho dato un paio di ascolti ed ho già individuato un paio di ottimi brani, anche se alla lunga questo lavoro rischia di essere un'arma a doppio taglio. Innanzitutto perché ormai è in piena ed evidente rottura col passato. Le atmosfere di psichedelia-folk americano anni sessanta e le sonorità beatlesiane ed hard rock della seconda metà degli anni settanta, che avevano rappresentato la cifra stilistica dell'esordio ed in parte del secondo lavoro Lonerism, sono praticamente evaporate. The Slow Rush riparte da alcuni passaggi già presenti negli altri lavori (penso ad una Let it Happens) ed è una naturale evoluzione di Currents, ma intensificate verso suoni più ovattati e riverberati e con una componente più di alt-psych, synth pop ed in generale elettronica dal gusto ottantiano, come alcune colonne sonore di pellicole californiane. Quello che potrebbe rappresentare un passo falso, a mio modesto parere, si può riassumere attorno a due punti. Il primo è l'idea che ormai i TI siano un solo project di Kevin Parker, che è comunque un ottimo musicista e veramente apprezzato, ma che rischia di soverchiare e soffocare tutto nel lungo periodo. IL secondo riguarda una certa omogeneità negli stili, con una ripetizione di momenti e suoni che si ripetono in maniera talvolta ossessiva nel disco e rischiano di apparire monolitici. Ma queste sono impressioni iniziali, conscio del fatto che comunque ci siano alcune tracce che mi hanno letteralmente conquistato, come il singolo Borderline.
NEW YORK DOLLS - s/t (1973, Island Def)
Si può considerare un disco protopunk, una versione molto più melodica e blues del Detroit rock e del garage ma che contribuisce a porre le basi per garage, punk ed anche post punk. Subway train è un surf rock cantato dai Ramones e dai Violent Femmes, ad esempio.
Un disco che ha avuto un grande rilievo, sul piano cronologico e stilistico, spargendo dei germi di quello che sarà sviluppato e messo a fuoco da altre band.
THE CHAMELEONS - Script of the bridge (1983, Blue Apple)
Script of the Bridge (1983, con una remastered nel 2012) è un disco che è stato sottovalutato, nonostante sia un album molto interessante e rappresentativo del filone post-punk. Quello che davvero distingue i TC è probabilmente l'uso delle chitarre con uno stile in cui prevalevano la melodia e l'atmosfera, grazia ad un uso del deelay e rendendo i suoni più dilatati sotto certi aspetti. Come scritto in introduzione, lo stile ha influenzato gli Interpol, Editors e tanti esponenti del cosidetto revival post punk.
Ma io penso che sotto certi aspetti loro siano vicini anche a bands come The Sound, The The The, Echo & The Bunnymen a Bauhaus.
THE KILLERS - Wonderful, Wonderful (2017, Island Records)
Per me è un disco appena sufficiente, con buoni brani e con delle cazzate solenni che sfociano nel synth pop e new wave/queen in maniera eccessivamente smaccata e manieristica. The Man è un singolo carino, tra Talking Heads, Queen anni '80 e synth pop, con un video molto divertente e paraculo quanto il brano in se. Insomma, non è un fallimento ma non è neanche un rilancio che li riavvicini agli esordi in cui, ovviamente, facevano pop rock ma era orecchiabile e godibile. Non dico che questi loro tentativi di impreziosire il sound, in linea con una certa crescita ed il desiderio di abbandonare un revival fine a se stesso, siano da criticare aspramente ma trovo difficile mantenere costante l'attenzione sull'intero LP.
BAMBARA - Stray (2020
Scoperti per caso, mentre ascoltavo i Viagra Boys, con mio stupore ho scoperto che non si trattava dei Viagra ma di un gruppo con sonorità simili. Coordinate sonore: Post Punk, Nick Cave & the bad Seeds, Madrugada, The Fall, Jesus Lizard, Protomartyr e compagnia cantante. Interessanti.
alain johannes - HUM (2020)
PORRIDGE RADIO - Every Bad (2020, Secretly Canadian)
Secondo disco per le/i/* Porridge Radio, giovane band che si colloca nella female-wave della scena alternative contemporanea. Non ho sentito la produzione precedente, ma stando alla bio su spotify era nato come come un sadcore intimo e con venature indie rock, per poi evolversi nell'attuale ibrido di post-punk, alt-rock e folk americano. Il disco è interessante ed offre diversi spunti, oscillando tra brani più intimi e sadcore/postpunk e passaggi più rabbiosi e vicini all'anima elettrica ed alternative del collettivo. Riferimenti musicali: Lydia Lunch, Cat Power, Karen O., Angel Olsen, Sharon Van Etten, Soccer Mommy e via dicendo.
TAME IMPALA - The Slow Rush (2020, Modular)
Ho dato un paio di ascolti ed ho già individuato un paio di ottimi brani, anche se alla lunga questo lavoro rischia di essere un'arma a doppio taglio. Innanzitutto perché ormai è in piena ed evidente rottura col passato. Le atmosfere di psichedelia-folk americano anni sessanta e le sonorità beatlesiane ed hard rock della seconda metà degli anni settanta, che avevano rappresentato la cifra stilistica dell'esordio ed in parte del secondo lavoro Lonerism, sono praticamente evaporate. The Slow Rush riparte da alcuni passaggi già presenti negli altri lavori (penso ad una Let it Happens) ed è una naturale evoluzione di Currents, ma intensificate verso suoni più ovattati e riverberati e con una componente più di alt-psych, synth pop ed in generale elettronica dal gusto ottantiano, come alcune colonne sonore di pellicole californiane. Quello che potrebbe rappresentare un passo falso, a mio modesto parere, si può riassumere attorno a due punti. Il primo è l'idea che ormai i TI siano un solo project di Kevin Parker, che è comunque un ottimo musicista e veramente apprezzato, ma che rischia di soverchiare e soffocare tutto nel lungo periodo. IL secondo riguarda una certa omogeneità negli stili, con una ripetizione di momenti e suoni che si ripetono in maniera talvolta ossessiva nel disco e rischiano di apparire monolitici. Ma queste sono impressioni iniziali, conscio del fatto che comunque ci siano alcune tracce che mi hanno letteralmente conquistato, come il singolo Borderline.
NEW YORK DOLLS - s/t (1973, Island Def)
Si può considerare un disco protopunk, una versione molto più melodica e blues del Detroit rock e del garage ma che contribuisce a porre le basi per garage, punk ed anche post punk. Subway train è un surf rock cantato dai Ramones e dai Violent Femmes, ad esempio.
Un disco che ha avuto un grande rilievo, sul piano cronologico e stilistico, spargendo dei germi di quello che sarà sviluppato e messo a fuoco da altre band.
THE CHAMELEONS - Script of the bridge (1983, Blue Apple)
Script of the Bridge (1983, con una remastered nel 2012) è un disco che è stato sottovalutato, nonostante sia un album molto interessante e rappresentativo del filone post-punk. Quello che davvero distingue i TC è probabilmente l'uso delle chitarre con uno stile in cui prevalevano la melodia e l'atmosfera, grazia ad un uso del deelay e rendendo i suoni più dilatati sotto certi aspetti. Come scritto in introduzione, lo stile ha influenzato gli Interpol, Editors e tanti esponenti del cosidetto revival post punk.
Ma io penso che sotto certi aspetti loro siano vicini anche a bands come The Sound, The The The, Echo & The Bunnymen a Bauhaus.
THE KILLERS - Wonderful, Wonderful (2017, Island Records)
Per me è un disco appena sufficiente, con buoni brani e con delle cazzate solenni che sfociano nel synth pop e new wave/queen in maniera eccessivamente smaccata e manieristica. The Man è un singolo carino, tra Talking Heads, Queen anni '80 e synth pop, con un video molto divertente e paraculo quanto il brano in se. Insomma, non è un fallimento ma non è neanche un rilancio che li riavvicini agli esordi in cui, ovviamente, facevano pop rock ma era orecchiabile e godibile. Non dico che questi loro tentativi di impreziosire il sound, in linea con una certa crescita ed il desiderio di abbandonare un revival fine a se stesso, siano da criticare aspramente ma trovo difficile mantenere costante l'attenzione sull'intero LP.
BAMBARA - Stray (2020
Scoperti per caso, mentre ascoltavo i Viagra Boys, con mio stupore ho scoperto che non si trattava dei Viagra ma di un gruppo con sonorità simili. Coordinate sonore: Post Punk, Nick Cave & the bad Seeds, Madrugada, The Fall, Jesus Lizard, Protomartyr e compagnia cantante. Interessanti.
alain johannes - HUM (2020)
La mia sul disco di AJ. L'ho sentito un paio di volte e l'impressione è positiva. Si tratta di un lavoro godibile ed ispirato, con un minutaggio contenuto quanto azzeccato. Trentacinque minuti sono più che sufficienti per sviluppare il disco che Alain intende portare avanti. Personalmente lo considero un ponte tra la tradizione folk dei pionieri (Robbie Basho su tutti), con una connotazione che strizza l'occhio alla world music di Brendan Perry e la scuola alternative rock del terzo millennio. Forte è la componente qotsiana, soprattutto il periodo LTP/Era Vulgaris a cui ha partecipato lo stesso AJ, che ci fa capire come il suo ascendente su Homme sia stato comunque evidente. Alcune chitarre ed alcune canzoni sono recisamente un suo marchio di fabbrica e, se vogliamo, risulta difficile parlare di influenza dei qotsa. Quanto, semmai, lo stile johanessiano che giustamente viene replicato anche in Hum. Peraltro se ascoltate brani sparsi dai suoi precedenti lavori e le sue collaborazioni capirete che non è una novità.
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