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Visualizzazione dei post da settembre, 2020

BLUR - The Great Escape (1995, EMI)

 L'11 settembre del 1995 usciva "The Great Escape", per la Food Records/EMI. Come è invecchiato in questi 25 anni? Come si posizione in una vostra ipotetica classifica dei Blur?  Un disco che è comunque tra i migliori in ambito britpop , con una forte propensione alla melodia catchy. Questo si riflette anche nella presenza di brani storici ( charmless man, the universal, country house, best days, fade aways ), per il repertorio del gruppo, alcuni dei quali peraltro non sono riproposti in sede live volutamente (come nel caso di Country house). Disco fortemente inglese, anche per i richiami ai Beatles , David Bowie ( Entertain Me ), vagiti punk '77, british invasion , oltre allo stile che aveva contraddistinto i Blur nei dischi precedenti. Probabilmente uno dei dischi che consiglierei per chi vuole approcciarsi al brit pop, insieme ad Urban Hymns, What's The Story e Different Class. Per me un masterclass da avere.

EX - Cassiopea (2005, autoprodotto)

  Il modulo spaziale vaga nella galassia alimentato dai cinquanta minuti di cassiopea, costellazione i cui gas e polveri sono veicolati dai riff del collettivo Ex, dalle atmosfere spaziali e dilatate da l'uso della batteria, stazione orbitante che detta i tempo al traffico delle sensazioni e delle manifestazioni che attraversano la mente, nell'oscurità del cosmo. Sembra più l'inizio di una relazione di Margherita Hack che una recensione su un disco di space-psych-stoner rock, eppure questo lavoro riesce a muoversi in tutte le dimensioni, compresa la quarta: quella temporale. Inizia il viaggio fluttuante tra i pensieri e le melodie, tra i giri di basso tipici di karma to burn e Colour Haze, tra i kyuss più desertici figli degli shamani Bjork e Garcia, dalle nuotate liquide dei 35007 allo sgretolamento di ogni certezza. Nel sistema solare degli Ex esiste una sola regola, o meglio un solo quesito: tutto è veramente ciò che sembra? La grande abilità risiede nella manipolare i s...

DON CABALLERO - Punkgasm (2008, Relapse Records)

Recensire un disco dei Don Caballero, personalmente, non l'ho mai considerato impresa da poco perché il tasso di complessità nel suono è sicuramente alto.  Spesso il loro " math rock " è più una algebrica elaborazione di incastri sonori, il tutto orchestrato dalle due menti dietro il marchio DC. Ian Williams e soprattutto Damon Chè Fitzgerald , con il problema che ora (diciamo da più di cinque anni) che Ian ha lasciato orfani i suoi dedicandosi ai Battles (che l'anno scorso spopolarono su 3 quarti delle riviste), tutta la famiglia se l'è caricata sul groppone il buon Damon trasformando la band in un Damon caballero o Don Damon, a seconda dei gusti. Rimane probabilmente uno dei migliori batteristi in circolazione, non solo nella scena math ma a livello globale tuttavia bisogna ammettere che i lavori in cui ha avuto l'appannaggio del comando hanno dato vita a due prove ( american don e World class listening problem ) che, sebbene sia due lavori sopra la suffic...

DEPECHE MODE - Delta Machine (2013, Sony Music)

Delta Machine (tra l'altro Delta Machine ha le stesse iniziali del gruppo, ma credo di aver scoperto l'acqua calda) è, essenzialmente, un ritorno straordinario. Si registra un divario nettissimo rispetto alla precedente, per il sottoscritto deludente, prova di Sounds of the Universe e Martin L. Gore e soci riescono nell'impresa di riportare la band ai fasti dei lavori della golden era. Disco migliore del buonissimo Playing the angel ed, allo stesso tempo, superiore anche ad Exciter . Io dico che era dai tempi di Ultra che non si sentivano i Depeche in una forma tale da staccare nettamente tante matricole e riprendersi il posto che meritano nella scena musicale mondiale. Innanzitutto ci sono i singoli da classifica , c'è il ritorno al blues (Slow, Soothe my soul che effettivamente ricorda una Personal Jesus), c'è l'elettropop -trance a là faithless ( my little universe ). C'è la tripletta iniziale che mette in chiaro da subito la grande qualità di un disc...